lunedì 18 novembre 2013

A beautiful lie.

Do you live
Do you die
Do you bleed
For the fantasy


Alza il volume.
Ancora.
Non è abbastanza. Non pensare. Ascolta. Falla entrare, falla scorrere, falla vivere. Lasciale prendere tutto quello che hai, lei capisce.
Ora chiudi gli occhi.

Bury me, bury me.

C'è solo lei ora, la senti? Non c'è nient'altro. Ti ha svuotato. Ha portato con sé tutto ciò di negativo che avevi dentro.
La sua voce urla per conto tuo.

Come
break me down
bury me, bury me
I am finished with you, you, you.

Quei pochi minuti in cui vivi davvero.
Anche se vuota.

domenica 17 novembre 2013

E se.

E se fosse tutto un errore?
Un grande, grandissimo errore, fottutamente gigante?

Anno dopo anno

E quindi.
Ci si rivede, blog.
Quanto può essere diventata statica e monotona la mia vita non riuscirai mai ad immaginarlo. Stessa gente, stessi posti, stesse frasi dette e ridette.
Io stessa ultimamente non ho niente da dire.
L'unica cosa che faccio è immaginare. Immagino il mio futuro, in generale, ma non riesco a capire quale di queste fantasie diventerà realtà.
Voglio viaggiare, voglio scrivere, voglio ascoltare le storie delle persone, conoscere altra gente, aiutarle, se è possibile, ma non riesco a mettere insieme tutte queste cose.
Sinceramente parlando non so neanche se ci arrivo, al mio futuro. Meglio così, mi dico spesso, sai quante cose mi risparmio, quante scelte o quante sofferenze, solo perché sono solo vigliacca.
Come se immaginare sia diventato l'unico modo per scappare, sfuggire alla monotonia. E' triste in qualche modo, perché vuol dire che la realtà che io stessa mi sono creata non mi piace.
E allora, dove ho sbagliato? Quando?
Da che parlo del futuro ora torno al passato.
Il passato da un anno a questa parte. Come descriverlo? "Ovvio". 
Ho fatto una scelta, è stata sbagliata, non me ne pento assolutamente, forse è stato lo sbaglio che più volevo in quel momento. O in questi anni. Sì, faccio schifo no? Essere contenta di aver fatto qualcosa che non dovevo fare. Appunto, non dovevo.
Ma non importa. Ora non importa più, sono cambiata anch'io, non ci penso più, o se ci penso non mi fa lo stesso effetto di prima.
Pensandoci bene in questo momento non provo niente, nessuna emozione, niente di niente. Qualcun altro sta vivendo la mia vita in questo periodo e io sono solo uno spettatore che dall'esterno osserva lo scorrere del tempo impassibile, senza muovere un dito, senza dire una parola che possa rompere quel fragile equilibrio.
E' giusto così? Vivere in equilibrio, o meglio, in bilico?
Ma cosa sto aspettando? Perché, in effetti, io sto "vivendo" aspettando qualcosa senza sapere cosa.
Quindi non sto vivendo.

C'è il vuoto. Qui, nella mia vita, intorno a me, nelle situazioni, nelle parole, nelle azioni.
E' tutto vuoto.