La tizia asociale l'hanno messa in un'altra stanza (quando si dice fortuna..!) e io mi sono occupata del banco della pesca. Il ricavato è andato all'associazione Angeli Noonan, in beneficenza.
Bhe.. è stata una giornata che è andata bene.. ad aiutarmi con la pesca c'era Giorgia, la figlia di una delle amiche di mamma che stavano lì. Giornata carina, sì.
Intanto, al ritorno, in macchina ho pensato tutto il tempo. Ho pensato che mi manca. Sì, un pochino mi manca. Che è a 6 mila chilometri (forse.. boh) di distanza da qui.. e ho bisogno di lui. Poi ho pensato a cosa più strane. Che ho sempre visto casa mia come un rifugio. Ma ora la vedo più come un luogo forzato. Non viaggio da quest'estate. E' straziante. Lo scorso anno, a quest'ora ero a camminare per le strade di New York, tra luci e colori. Anche se l'aria era fredda e a volte pungente, lo scenario che si presentava era sempre magnifico.. tra palazzi altissimi, la 42° strada stupenda.. cosa darei, per tornarci oggi! Mi manca l'emozione di stupore che ho provato la prima volta che ci sono stata, a guardare quelle luci, che illuminavano il cielo notturno.. quando sono stata al Central Park, dove il cielo freddo era un palcoscenico stupendo per gli scoiattoli che ci giravano intorno, dove sul ponte mi sentivo in un film americano, uno di quelli che si può solo sognare. E io l'ho provato, quel sogno. Un sogno stupendo che diventò realtà. ....Ma ora? Ho voglia di uscire e vedere cose diverse da quelle che vedo ogni giorno, è possibile? Non so. So solo che ora mi sento in una gabbia d'oro (sì, come la canzone.. ♪ Sì forse, bellissimo, ma sempre in gabbia ero... ♪) =))
Bene.. ora che ho scritto? Boh, mi inventerò qualcos'altro da scrivere.
Sabato 11/12/10 ore 21:33
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